Con occhi da bambino

Gabriella Carlon
17-03-2020

Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai,
silenziosa luna?

Questi versi del pastore errante leopardiano mi affioravano alla mente mentre, qualche sera fa, guardavo la luna piena dalla finestra della mia cucina: spettacolo che sempre mi affascina, ma ora mi si presenta come un largo spazio di libertà alla fine di giornate trascorse chiusa in casa per rispettare le regole dettate dall’emergenza del Coronavirus.
Spazio chiuso – orizzonte aperto. La luna mi è stata suggerita, fin da bambina, come punto d’incontro di persone lontane, un ponte-radio tra vivi e anche tra i vivi e chi sta ormai in un oltre misterioso: “Manda un bacio alla luna e arriverà a ….”. In un tempo in cui non si era costantemente connessi e i messaggi non giravano veloci.
Un giorno, anzi una notte, uomini coraggiosi misero piede sulla luna e un po’ del suo mistero svanì.
Cominciò a circolare la parola conquista con tutto il sapore di sopraffazione militare che contiene; la gara per il controllo dello spazio non promette, anche oggi, nulla di buono.
Ma credo che, nonostante tutto, abbiamo bisogno, specie in giorni di chiusura come quelli che stiamo vivendo, di guardare alla luna come al luogo in cui vagano i nostri pensieri e desideri profondi, i nostri sogni. Attenzione: da lì passano solo messaggi di amore, di fraternità di giustizia; banditi odio, competizione, sfruttamento e banale stupidità.
Hanno diritto di accesso solo le utopie che ci guidano nel migliorare la terra. Come dice G. Rodari in pochi simpatici versi quanto mai efficaci e pieni di speranza.

Sulla luna   (Gianni Rodari)
Sulla luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.

Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.

Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.

Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella luna
lui da un pezzo ci sa stare…

A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.

Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla luna e sulla terra
fate largo ai sognatori!           

2 pensieri su “Con occhi da bambino


  1. Per una volta la politica ha lasciato il posto ai sogni. Abbiamo bisogno anche di quelli. Grazie, Gabriella!

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