Il disastro del Rio Doce

Giulia Uberti
16-12-2015

                 Sono da qualche giorno rientrata dal Brasile dove l’evento tragico di Mariana era molto presente da nord a sud del Paese, mentre arrivata in Italia apprendevo che, i media, tranne che per pochissimi, la notizia non era circolata.
I fatti: Il giorno 5 dello scorso novembre un disastro ambientale senza precedenti ha messo fine al Rio Doce a causa del crollo di due dighe situate nei pressi di una miniera ferrosa. Il crollo ha provocato la fuoriuscita di residui tossici e altamente dannosi che a forma di fanghi si sono riversati nel fiume Rio Doce. Il flusso di veleni ha colpito anche settanta chilometri delle pescose coste turistiche dello Stato brasiliano di Espirito Santo; dopo aver percorso oltre 600 chilometri, inquinando tutto il fiume Rio Doce, decimando piante e pesci trovati sul suo cammino il flusso è arrivato all’Oceano dove gli effetti sulla flora e sulla fauna oceanica sono stati devastanti.  Una marea di fanghi tossici ha investito il villaggio Bento-Rodrigues ed ha invaso migliaia di km quadrati di terreno. Il fango conteneva sostanze come mercurio, arsenico, piombo e altri metalli pesanti: 62 milioni di metri cubi di fanghi tossici che hanno così ucciso fauna e flora del Rio Doce e dei suoi affluenti; attraversando lo stato di Espitito Santo la marea di fango è arrivata all’Oceano. Il disastro è localizzato a sud-est del Brasile, nello stato di Minas Gerais. La marea di fango velenoso che ne è fuoriuscita ha sterminato flora e fauna del Rio Doce e dell’Oceano alla sua entrata. Un vero e proprio disastro ambientale che porterà conseguenze gravissime all’ambiente circostante. Davanti a un simile disastro si può ben intuire come tutti i pescatori della regione rimangano senza lavoro e senza sussistenza di vita. la compagnia di estrazione proprietaria dell’area è la Samarco.

Greenpeace Brasile stima che ci vorranno 100 anni perché la vita ritorni nel fiume. Alla marcia per il clima svoltasi a Rio il giorno 29 di Novembre il Rio Doce era rappresentato come fiume ”morto” delle persone abbigliate di marrone (a imitazione del fango) messesi per terra imitavano i morti di Mariana mentre la marcia si fermava al suono di una marcia funebre.

 

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