Il lavoro e la democrazia

Laura Mazza
18 ottobre 2015

La Costituzione italiana sancisce all’articolo 4 la questione del lavoro: “ La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. ….” Ma la Costituzione Europea, meglio la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e i Trattati europei, non ne tengono conto, anzi, l’Europa è totalmente supina a una pratica neo-liberista dei rapporti sociali.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. …” prescrive l’articolo 36 della nostra Costituzione, ma è una vita dignitosa lavorare di norma 10 – 12 ore al giorno? E’ dignitoso non avere la possibilità di calibrare l’esistenza su 10 – 12 ore fuori dal conteso familiare? Ed è dignitoso avere i salari più bassi di Europa? E’ dignitoso che non esista innovazione sulle procedure lavorative salvo sporadici casi?
Penso insistentemente a Napoli dove periodicamente guerre tra clan malavitosi terrorizzano la città. Ma è possibile che non esistano progetti per fare uscire dall’indigenza la quasi totalità della popolazione?
Niente progetti, niente probabilità per le nuove generazioni.
Se la corruzione ha continuamente il sopravvento, che tipo di dignità è mai questa.
Qualche tempo fa mi trovavo a Napoli e quando scendeva la sera pareva che in città ci fossero sempre feste rionali, fuochi di artificio, belli da vedere, ma purtroppo ho scoperto che non erano il segno di una popolazione felice, bensì la necessità degli abitanti di quei rioni di comunicare che il Tale era uscito dal carcere o che era arrivata una buona partita di droga. Segnali convenzionali patrimonio di un sottobosco che non può fare altro che “campare la vita”. Ricordiamo tutti quel film “Io speriamo che me la cavo”.
Molti anni fa ricordo una persona proveniente da Roma chiedere …”ma conosci qualcuno al Comune (di Milano) perché mi è scaduta la Carta d’identità” Potrebbe sembrare una barzelletta, ma con quale amarezza si viene a sapere che un normale diritto è oggetto di piccoli traffici, a volte perfino innocenti, per ottenere quello che è patrimonio di qualsiasi cittadino.
Questo comportamento evidenzia che qualcuno è più schiavo di un altro e che il piccolo potere esercitato da chi si sente protetto nei confronti di chi non ha protezioni di sorta, data l’assenza totale di diritto di cittadinanza, porta come conseguenza la necessità di procurarsi in qualche modo la protezione.
Penso alla Resistenza, penso alle sofferenze di tutti e quella di chi si è sacrificato per avere una sicurezza che il futuro non potesse riportare a galla questo meccanismo perverso.
Non abbiamo una dignità perché ci manca  il lavoro o non abbiamo una democrazia degna di questo nome?

Segnalo: Trattati europei e democrazia costituzionale di Vladimiro Giacchè.
http://www.marx21.it/index.php/internazionale/europa/25434-trattati-europei-e-democrazia-costituzionale

e anche: Giacchè V.,” Costituzione italiana contro trattati europei. Il conflitto inevitabile”, ed. Imprimatur

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