Il Mediterraneo non è più un ponte

Laura Mazza
22 agosto 2017
Il Mar Mediterraneo non è più un ponte tra le diverse culture ma è diventato una barriera insormontabile. Non è abitudine del Gruppo Corallo inseguire le notizie del giorno. I motivi sono molti: non siamo giornalisti, forse qualche volta ci mancano alcune informazioni, e in ogni caso c’è di sicuro qualcuno che fa molto meglio di noi il mestiere di riferire notizie. Questa volta però non si può fare a meno di sorridere amaramente. Le O.N.G. (Organizzazioni Non Governative) da mesi sono considerate le vere responsabili di quello che accade in mare. Ne avevamo già parlato in un precedente articolo (Salvataggio di immigrati in mare – 5 maggio 2017). Anche chi non avesse mai saputo cosa fossero le O.N.G. da qualche tempo si è sentito autorizzato a scuotere la testa e a dare dei buonisti a questi personaggi imbarcati sulle navi che portano nei nostri porti quantità “enormi di clandestini che poi tocca mantenere e che stanno tutto il giorno a far niente”. Tra parentesi, nonostante i salvataggi delle dieci navi delle O.N.G. sono morti in mare nel 2017 duemiladuecento migranti, anche se il conteggio è destinato ad aumentare, molto in sintesi è il tipo di informazione arrivata nella testa della gente. Cosa ci sarà contro questi salvataggi? Di nuovo la domanda, dobbiamo lasciare morire quella gente che cerca scampo in un altro Paese? Può darsi che noi sulle sponde dell’Occidente non ci si senta responsabili di queste fughe, può darsi che non ricordiamo la storia del colonialismo passato, ma non possiamo non sapere del colonialismo attuale che sottrae terre all’alimentazione locale per darci cotone, noccioline (spagnolette, come diciamo noi a Milano), banane, ananas, avocado, ecc. e dove noi vendiamo a queste popolazioni semi o.g.m. , pesticidi, armi, mine antiuomo e tutti gli altri beni di scarto. I loro Paesi sono in guerra o tra di loro o contro le coalizioni occidentali che combattono contro gli stessi mostri creati proprio dall’occidente e usati come cuneo in altre malvagie guerre. Questi migranti non possono prendere l’aereo per arrivare in Europa perché i loro Paesi non rilasciano loro i permessi. Devono solo scappare, attraversare lande desolate o pericolose, finire nei centri di “accoglienza” in quei Paesi che faranno in modo che qualcuno dei loro accoliti guadagnino molti soldi così da dividere quei soldi e quelle responsabilità coperte dall’omertà più assoluta. Ma da adesso tutto cambierà. L’accordo dell’Italia con la Libia farà in modo che i migranti ripresi in mare tornino in quei centri di accoglienza più simili a delle carceri dove se prima di partire avevano dovuto subire violenze e soprusi, ora ne subiranno anche di più, ma non se ne saprà niente per la nostra pace e serenità. Si diceva che un sorriso amaro ha accolto la notizia che una nave la C- STAR che si batte nel Mediterraneo contro le O.N.G. il giorno 11 agosto é stata soccorsa proprio da una nave delle O.N.G.
La C-STAR di un gruppo di estrema destra “Generazione identitaria” però ha rifiutato.(www.ilpost.it/2017/08/11/c-star-guasto-sea-eye/). Invece è del 13 e 14 agosto che le navi di Medici senza frontiere, Save the Children e la tedesca Sea-eye lasciano i soccorsi in mare.
L’Europa non vuole i migranti, forse si tratta di un rigurgito di nazionalismi, ma tutti sanno che i lavori domestici, i lavori di sostegno (badanti), e lavori meno nobili come pulizia strade, sistemazione giardini, lava pentole nei ristoranti, sono lavori poco ambiti dai giovani europei che si aspettano di vedere riconosciute le proprie competenze acquisite con anni di studi più o meno proficui. E parliamoci chiaro, i contributi versati dagli stranieri coprono il nostro stato sociale. Da oggi però la fortezza Europa avrà finalmente chiuso tutte le sue frontiere, Mediterraneo compreso pagando profumatamente la Turchia e la Libia. Le “sue” guardie armate forse faranno un buon lavoro, ma la Storia mostra che le migrazioni comunque non si fermano.

Leggi anche:
(www.avvenire.it)
Dossier Onu. Libia, così Guardia Costiera e milizie lucrano sul traffico di uomini
Nello Scavo domenica 13 agosto 2017
( Il Dossier Onu rivela nomi e incarichi nel business dei migranti)

Un pensiero su “Il Mediterraneo non è più un ponte


  1. Hai ragione Laura, le migrazioni non finiranno ….ma noi non vogliamo gli immigrati ……sempre quando in prima persona sei costretto a fare i conti con questo problema ( un centro di accoglienza vicino a casa tua , furti nella tua zona ecc. ecc.) tutti diventiamo razzisti ……..no io non sono razzista ma …..e via dicendo …..sembra che quello di cui dobbiamo occuparci non siano vite umane …disperati che fuggono.da guerre e conflitti o anche semplicemente , per modo di dire ,migranti che vengono in Europa per cercare un futuro migliore . Ma va bene cosi……l’importante è costruire muri ….blocchi navali …proibire alle ONG di fare il proprio lavoro umanitario ….e naturalmente far finta di non vedere ……come vuole anche il nostro governo insieme ad altri . Perché queste misure finiranno solo per condannare queste vite umane comprese.quelle di bambini innocenti a una morte certa o a torture continue . Io non ci sto …..solidarietà accoglienza sono possibili basta che ognuno faccia la propria parte .

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