IL TRISTE GIORNO del Brasile: o il golpe parlamentare

31.08.2016 Leonardo Boff
(Libera traduzione: Giulia Uberti)
E successe, in quei giorni, dei sicari si travestirono da senatori, in grande numero anche se non tutti, e decisero di attaccare una onorata signora, incorruttibile, ma che impediva loro di arrivare al potere dello Stato. A partire dallo Stato avrebbero potuto fare quello che sempre avevano fatto: approfittarsi dei beni pubblici per un auto-arricchimento, sfuggire disperatamente al braccio della giustizia e portare avanti una situazione di privilegio, questo, sempre sulle spalle dei poveri che essi chiedono di poter mantenere lontani, nelle periferie; un esercito di riserva, utile per i loro servizi e quasi con modalità di schiavi.

Dissanguarono la signora onorata e incorruttibile, con il pretesto che alcune sue pratiche fiscali erano un crimine, cosa che i maggiori specialisti in diritto di economia, così come istanze ufficiali, negarono. Crearono una farsa e strapparono la costituzione. Rompere una presidenza senza un crimine comprovato, è un golpe. Golpe parlamentare, questa è la sicura parola che deve essere utilizzata.

Essi si mostrarono attivi, farisaicamente dicendo che essi stavano male, parlando di inaugurare una “ era nuova, una nuova primavera, l’inizio di un nuovo Brasile prospero e giusto”. Menzogna.

Il piano “Un Ponte per il Futuro”, in verità, è un ponte per un ritardo perché tenta di distruggere l’avanzamento che i lavoratori, le donne, i negri, i popoli indigeni, la popolazione LGBT, i poveri e gli invisibile raggiunsero, per la prima volta, nella nostra storia nell’ambito dell’inclusione sociale, dei salari, della salute, dell’educazione, delle leggi per i lavoratori, delle pensioni e dell’accesso all’insegnamento tecnico – superiore. E il più grave: chiedono di mantenerli nell’analfabetismo perché così restano silenziosi e incapaci di chiedere, di reclamare diritti e dignità.

Adesso è il Mercato che conta. Quelli che chiedono salute, che vadano al privato (al Mercato) e che paghino. Quelli che desiderano studiare nelle università che vadano nel privato (al Mercato) e paghino. Tutte le cose saranno mercato e saranno vendute e comprate. Si può comprare la dignità? Si può comprare la solidarietà? Si paga per l’amore? Non importa. Sono cose che per loro non entrano nella contabilità. Ma qualcuno può vivere e essere felice senza tutto questo?

Ci fu nei primordi della conquista e dominazione del Messico nel 1520 “ la notte triste” quando una grande parte dell’esercito spagnolo fu decimato. Oggi nel 2016 abbiamo, in Brasile, “ il giorno triste” nel quale una presidente fu ingiustamente sollevata dal potere, conquistato attraverso le urne.

Negli spazi del Senato e nei nostri corridori c’è spargimento di sangue. Una “notte politica triste” cadde sopra il Brasile, togliendo la speranza di quanti uscirono dalla miseria e che ora, hanno davanti a loro il rischio di cadere nuovamente in essa. Per quanti lottarono perché si consolidassero iniziative di democrazia, rispettosa della volontà popolare espressa dalle urne, sono stati ancora una volta traditi. Questo giorno è il giorno dei “lunghi coltelli” che dissanguarono l’onorevole signora e ferito gravemente la sovranità popolare.

Oggi, 31 agosto è il giorno della tristezza. Quelli che tramarono questo teatro e i senatori-sicari otterranno per la vita la carta di golpisti e di burattinai. La coscienza li perseguiterà e la loro memoria sarà polverizzata. La volontà di condannare non sostituisce la ragione che si orienta per la verità. Essi hanno calpestato la verità sotto la copertura dell’ingiustizia Essi staranno in una sinistra compagnia, quella che anni fa, assaltò lo Stato, oppresse il popolo, torturò, come la presidente Dilma e, assassinarono tanti, impegnati alla conquista e alla restaurazione della democrazia.

Alla fine della vita si troveranno ad affrontare un Giudice superiore che svelerà a tutti l’ingiustizia che consapevolmente hanno commesso.

Leonardo Boff, professor emérito de ética da UERJ e scrittore

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