Islam plurale

Gabriella Carlon
10/12/2016

Che esistano molti Islam è cosa nota, che ci sia stato un disconoscimento del wahabismo, all’interno del mondo musulmano, è passato sotto il silenzio dei media.
Il wahabismo è una dottrina sunnita nata nel XVIII secolo con l’obiettivo di tornare alla purezza delle origini attraverso una interpretazione letterale del Corano. Non ammette altre interpretazioni e ritiene doveroso combattere, anche in modo violento, sia gli altri musulmani sia, a maggior ragione, gli infedeli. Il wahabismo è praticato in Qatar, negli Emirati arabi, in Arabia saudita, di cui è la religione ufficiale. L’Arabia saudita ha intrapreso, dopo il 1970, massicce campagne in Asia, Africa, Europa per diffondere il wahabismo, finanziando la costruzione di moschee e scuole coraniche e inviando molti predicatori.
Alla fine di agosto 2016, su iniziativa del grande imam Ahmed al-Tayeb del prestigioso centro islamico del Cairo Al-Azhar, si è riunito a Grozny (Cecenia) un Congresso dei Sunniti con una vasta partecipazione di Egitto, Siria, Giordania, Sudan, Europa. Nel comunicato finale si prende posizione esplicita contro il wahabismo, considerato una deformazione illegittima del sunnismo, capace di condurre all’estremismo e al terrorismo. Si suggeriscono strumenti, anche mediatici, per diffondere la dottrina sunnita liberata dal fondamentalismo e dalla violenza. Si esclude l’Università islamica di Medina dal novero dei centri di conoscenza islamica e si istituiscono borse di studio per approfondire la dottrina, in contrasto con i finanziamenti erogati dall’Arabia saudita.
Un segnale di moderazione che va diffuso e sostenuto.

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