La moneta universale

Eraldo Rollando
12-07-2019
La “Libra”: sogno o realtà? E’ la “pietra filosofale” del XXI secolo? Lo scopriremo alla fine, ma forse … proprio alla fine.

Dare una definizione di cosa sia la moneta non è cosa facile; per noi, comuni mortali, è un mezzo di pagamento utilizzato nell’acquisto o la vendita di beni materiali o immateriali.
Dietro a questa semplificazione economisti e studiosi delle politiche monetarie, dalla metà del XVIII secolo a oggi, hanno dato luogo a una decina di scuole di pensiero con lo scopo di definire la natura e le funzioni della moneta stessa.

Monete vecchie e monete recenti.
L’umanità ha sperimentato differenti modi per favorire i commerci, dal baratto all’utilizzo di conchiglie, sale, asce di pietra, punte di frecce, sementi, animali…
Fu solo alla fine del VII secolo a.C. che in Lidia, antica regione dell’Asia Minore, comparve la prima moneta metallica creata da una fusione di oro e argento.
Negli ultimi due millenni i metodi di pagamento si sono evoluti sino a prendere l’attuale forma elettronica basata, in ogni caso, su una moneta “tangibile”, che si può tenere in banca e nel borsello.
Da notare, inoltre, che negli ultimi tempi, si è passati dalla moneta-merce alla moneta-fiat, dove la prima, legata al valore intrinseco del metallo con il quale è stata coniata (es. oro, argento) è stata sostituita dalla seconda, legata al valore che lo stato emettitore le attribuisce e garantisce (es euro, dollaro, sterlina ecc.).

Monete nuove.
Si è percorsa molta strada …… si è arrivati al 3 gennaio 2009 quando uno sconosciuto esperto informatico che si cela sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto inventa una nuova “moneta” virtuale (virgolette obbligatorie poiché gli studiosi non l’hanno ancora catalogata); una valuta che fisicamente non esiste, il cui valore è determinato unicamente dai suoi utilizzatori; molto in sintesi: più scambi sono effettuati, maggiore è il suo valore e viceversa. (per approfondire)
A differenza della valuta fiat, la cui stabilità è garantita da uno stato, la valuta virtuale, svincolata da garanzie di tipo tradizionale, subisce oscillazioni con conseguenze a volte drammatiche per i possessori: nel caso del Bitcoin (la valuta più anziana e più nota) nel 2013 aveva un valore medio di circa 100 $/Bitcoin, salito a 950 $ a gennaio 2017, passato a 15500 $ un anno dopo, per scendere a 3800 $ a gennaio 2019 e risalire a 8400 sei mesi dopo.
In dieci anni sono state create oltre 1500 valute virtuali, da privati cittadini o organizzazioni non statali e non tutte sono sopravvissute; ultimamente alcuni stati e banche d’affari hanno creato loro valute virtuali legandole a beni che le garantissero da oscillazioni eccessive.
Tra gli esempi troviamo il Petro venezuelano, legato alle riserve di petrolio del Venezuela e il JP Coin, annunciato ai primi di febbraio di quest’anno dalla banca statunitense JP Morgan, che dovrebbe avere il valore di un dollaro ed essere impiegato nelle transazioni dei clienti business per i pagamenti all’ingrosso.

La moneta universale (il Global Coin)
La Libra è l’ultima annunciata tra le monete virtuali, le cosiddette criptovalute e, come queste, è basata sulla tecnologia blokchain . Per indagare la blokchain di Libra cliccare di seguito (in inglese).
Perché ne parliamo? Perché “c’è di mezzo” un gigante del Web: Facebook e il suo fondatore e presidente Mark Zuckerberg, geniale vulcano d’idee.
Non lo si può approcciare con un’alzata di spalle, sia per il suo potere economico e finanziario sia per la capacità di coinvolgere e trascinare centinaia di milioni di persone e grandi uomini d’affari.
Ha pensato che se con le sue note applicazioni Facebook,Whatsapp e Istagram è possibile scambiarsi messaggi, foto, filmati e quant’altro, deve essere possibile scambiarsi anche denaro, meglio se svincolato da stati, banche e commissioni, utilizzando uno smartphone, ormai nelle mani di miliardi di persone.
Denaro virtuale, appunto, che superi i confini degli stati, il controllo sul suo possesso, la lentocrazia delle banche, le tasse e balzelli che stati e banche impongono. E, data la perseveranza e la determinazione con la quale ha portato al successo il suo business, c’è da giurare che riuscirà ancora una volta nel suo intento.
Lo scopo dichiarato non è quello di sostituire le attuali valute nazionali ma di affiancarsi a esse.
Infatti, tra i principi che regolano Libra troviamo quello relativo alla Riserva (The Reserve):
in esso si dice che Libra è “completamente garantita da una riserva di beni reali. La Riserva di Libra sarà formata da un paniere di valute e beni reali che verrà incremento per ogni nuova Libra creata in modo da generare fiducia sul suo valore intrinseco”. La nuova valuta rimane, quindi, sulla traccia delle valute “protette” come il Petro e il JPCoin e viene abbandonato il criterio “libertario” e un po’ anarchico di Bitcoin, pur mantenendo la sua indipendenza dal sistema bancario, del quale, in ogni caso, si serve per garantire il valore della moneta e prevenirne le oscillazioni eccessive.
Il progetto ha avuto una gestazione molto lunga, se è vero che già nel 2016 Facebook aveva acquisito una licenza bancaria, cosa insolita per un social network; al momento, si trova in un buono stato di avanzamento se, come riferito dalla BBC, Facebook ha intenzione di lanciare Libra entro aprile 2020 in una dozzina di paesi.
Possiamo solo immaginare quale sarà il futuro della “moneta universale” se consideriamo che il fatturato del Gruppo Facebook vale quanto il Prodotto Interno Lordo di un paese come la Croazia e può contare su numeri come quelli che seguono (Fonte webmarketingmanager.net):
–    Facebook ha 2,01 miliardi di utenti al 30giugno 2017,
–    Whatsapp ha 1,3 miliardi di utenti al 30 giugno 2017,
–    Istagram ha 700 milioni di utenti al 30 giugno 2017,
–    L’utile netto realizzato dal Gruppo Facebook nel solo primo semestre del 2017 corrisponde a    sette miliardi (di dollari USA) .
Sono numeri impressionanti, considerando anche che non comprendono il mercato della Cina, dove sono attivi social networks cinesi del Gruppo Tencent con un utile netto, riferito allo stesso periodo di cui sopra, di 4,8 miliardi di dollari USA.

Nel 2018 Mark Zuckerberg è stato coinvolto in uno scandalo per l’accusa di aver violato i dati sensibili di oltre cinquanta milioni di profili Facebook.
Vista l’ingente mole di potenziali utilizzatori di questo progetto, per evitare nuove accuse di manipolazione di dati personali, si è concretata l’idea di affidare la realizzazione di Libra a una società indipendente con sede a Ginevra in Svizzera.

Nasce l’Associazione Libra.
Un consorzio non profit che ha lo scopo di implementare, gestire, e controllare tutto il progetto dalla sua nascita al lancio, coinvolgendo anche società operanti in ambiti finanziari, tecnologici, delle telecomunicazioni e venture capital. 
“The Libra Association is an independent, Swiss not-for-profit organization with the mission to empower billions of people through the creation of a simple global currency and financial infrastructure.” (obiettivi e principi di Libra)
Il gruppo al lavoro è guidato dall’ex presidente di PayPal, David Marcus. “Complessivamente sono 28 i componenti dell’associazione che ha sede a Ginevra e vede insieme, oltre a Facebook, realtà attive nel mondo dei pagamenti come Mastercard, PayPal, PayU, Stripe e Visa, società tecnologiche come Booking Holdings, Ebay, Farfetch, Lyft, Mercado Pago, Spotify e Uber, player delle telecomunicazioni come Iliad e Vodafone, operatori blockchain come Anchorage, Bison Trails, Coinbase e Xapo e aziende di venture capital come Andreessen Horowitz, Breakthroug Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital e Usv, ma anche associazioni e istituzioni accademiche come Creative Destruction Lab, Kiva, Mercy Corps e Women’s World Banking.”
Al momento non sono ancora chiari i meccanismi di funzionamento di Libra; si sa, però, che non sarà controllata direttamente da Facebook, né dai singoli partecipanti al consorzio. Come per le altre criptovalute, infatti, il sistema sarà distribuito: le singole transazioni saranno verificate dai dispositivi di più utenti che partecipano al sistema stesso.

Perché la nuova criptovaluta?
E’ sempre difficile entrare nei pensieri delle persone; per i geni è impossibile.
Sono state fatte almeno due o tre ipotesi:
– La pubblicità ospitata su Facebook rappresenta il 98% del fatturato; dopo lo scandalo legato all’utilizzo dei dati personali dei clienti di cui si è parlato sopra, il Social ha dovuto affrontare una crisi di credibilità che ha rischiato di farlo traballare. Quale migliore occasione può risollevarne le sorti se non un’operazione che ha potenzialmente effetti dirompenti nel campo dell’innovazione tecnologica?
– La seconda ipotesi rende evidente l’opportunità di cospicui vantaggi economici.
WeChat, il principale social cinese, oltre che per scambiarsi messaggi, foto e filmati come su Whatsapp, si usa già oggi anche per fare pagamenti online; ed è proprio dai servizi di pagamento che WeChat ottiene il 60% dei ricavi. Evidentemente Facebook è stata sollecitata fortemente da questa prospettiva, utilizzando, però, una valuta che possa superare tutte le barriere doganali e statali: la Libra.
– Una terza ipotesi risiede nel fatto che circa 1,5 miliardi di persone possiedono uno smartphone, ma non un conto in banca. Quale migliore occasione per catturare almeno una parte di questi potenziali clienti affascinandoli con la nuova criptovaluta?

Come finirà?
Progetto a dir poco interessante. Funzionerà? C’è da giurarci, ma …
Quando qualche decennio fa ebbe inizio il processo economico-industriale della globalizzazione, tutti noi fummo pronti a esaltarne le supposte capacità di migliorare i commerci mondiali e aumentare la ricchezza di ciascuno e di tutti.
Ecco com’è finita: sono aumentate le disparità sociali, abbiamo registrato la perdita delle identità locali, la riduzione della sovranità nazionale e dell’autonomia delle economie locali. In poche parole, l’esatto opposto di quanto sperato.
Se Libra avrà il successo che è facilmente ipotizzabile, sarà molto probabile che, dopo avere smarrito le chiavi di casa della nostra economia, saranno le monete nazionali a subire un altro colpo micidiale; non è difficile immaginare che dollaro, euro, sterlina, yen ecc. vedranno diminuire il loro impiego nelle transazioni commerciali con conseguenze drammatiche sul loro valore nominale.
Progetto a dir poco interessante … già!

Ultima ora: è iniziata la demolizione. Alle altre Istituzioni internazionali, che già nelle settimane scorse hanno dimostrato ostilità verso l’iniziativa di Facebook, si è aggiunto il Presidente americano Donald Trump; probabilmente preoccupato dal successo che Libra potrebbe ottenere, ha tuonato con un “Twitt” ieri pomeriggio, che in sintesi dice:
“Queste valute sono volatili e basate sul nulla … non essendo regolamentate possono favorire comportamenti … e attività illegali. Lo stesso vale per Libra … è una criptovaluta che conta poco o poco affidabile … Noi abbiamo una sola moneta reale negli USA ed è più forte che mai … E’ chiamata United States Dollar!” (Twitt di Donald J Trump – 17:15 – 11 lug 2019)
Il Twitt integrale al link 

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