L’anima del commercio

corallo2Non sono vetrine, sono vetrate misura cattedrale, lustre e trasparenti quant’altre mai; si aprono su un internodi negozio raffinatissimo nel canto e controcanto di bianchi, grigi e rossi discreti, di tappeti, poltroncine, tavolini. Ma cosa vendono qua dentro? Ah, ecco le mensole, nette e lineari, di sottile acciaio, su cui poggiano spaziati ed eleganti, con cartellini minuti, inchiostro e bella scrittura per prezzi inimmaginabili,…!… il mangiadischi del compleanno, il Gelosino della tesi di laurea, il piatto della serate a uno,due o più, l’autoradio estraibile del primo stipendio, peso trasportato qua e là con grande orgoglio, il mangianastri della fiabe sonore!…mi avete subdolamente convinta a sbarazzarmene,come di inutili, sorpassati ferrivecchi e adesso vi appropriate dei più bei momenti della mia vita, per scambiarveli fra di voi per denaro, molto denaro? Eh no… questo no. Mi sento come il Ferroviere di Guccini.
Aspetta un momento però, qualche cianfranaglia in cantina c’è, da rifilarvi su e-bay al caro prezzo dei vostri vuoti status symbol.

Chiara Guanin

17 settembre 2014

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