MES o non MES, questo è il dilemma

Chiara Guanin
Data 28-04-2020
Stamattina volevo capire qualcosa di politica economica europea tra le notizie di radio e tv per poi scrivere qualche riflessione in proposito, ma ho trovato nascosto nel computer questo branetto, un po’ troppo lirico anche per i miei gusti, scritto parecchio tempo fa, ma che tutto sommato non mi dispiace condividere ora.
Una specie di Buona Pasqua a tutti noi Europei, con l’augurio di saper accogliere il soffio del vento.

Da Est/Nord-Est
Dichiarazione dei diritti nella mia Europa:
il diritto alla cattiveria,
un rigurgito della mia anima, come di un bambino che non trattiene il suo urlo, perché sa che un adulto lo accoglierà e lo farà svanire fino al sorriso;
il diritto di amare,
come, quando e dove mi pare, “ l’amour est une boheme “, vive di libertà, vola, sfiora e riparte, nessuno se ne può appropriare, non ha padroni, non ha confini. Voglio che si espanda in perfetta anarchia, che non si coaguli in un solido diamante, sfolgorante, ma tagliente.

La mia Europa è un vento, assomiglia a quel vento che ben conosco,vento dal soffio tenace, talvolta violento e gelido, che dietro a sé lascia tepore e chiarità d’intenso azzurro.
Il vento scompiglia, deforma, non conosce confini, non si può tagliarlo in pezzi come la terra, non si può deviarlo come l’acqua dei fiumi,non si può fermarlo nemmeno con il fuoco, anzi il fuoco per il vento può anche morire.
E’ bene rispettare i diritti del vento.
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Nota:
MES – Meccanismo Europeo di Stabilità, detto anche “Fondo salva stati”

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