Mondo

Foto-MONDOFatti, avvenimenti di cui i media non ci danno notizie, o quasi.
Frammenti di futuro che forse sta nascendo in qualche angolo nascosto.
Speranze di popoli oppressi dalle guerre e dalla miseria.
Lumi che si accendono per una cittadinanza globale.
Pensieri, confronti per un mondo pacificato.

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Il secolo che viviamo: XXI secolo
Il desiderio di una lettura della situazione del mondo nel XXI secolo, tempo nel quale viviamo, è reale e parte da una esigenza di comprendere dove stiamo andando, il tipo di società che ci lasciamo alle spalle e quale società stiamo costruendo.
Viviamo una fase dinamica di progressivo cambiamento. Papa Francesco parla di terza guerra mondiale in atto. L’Africa “ospita” il maggior numero di conflitti con i suoi 25 Stati coinvolti in guerre. A seguire l’Asia con conflitti in atto in 15 Stati. Per quanto riguarda l’Europa, 9 Stati europei sono al momento coinvolti in un conflitto. In Medio Oriente sono 8 gli Stati con conflitti diversi. Infine, nelle Americhe: 5 Stati sudamericani stanno combattendo dei conflitti contro gruppi separatisti, cartelli della droga, milizie locali. Tutto questo è in relazione all’interdipendenza che vive il pianeta. La crisi economica mondiale che si è sviluppata negli anni recenti, e la crisi di democrazia. Una diffusa tendenza a spostare i poteri sempre più verso l’esecutivo è il ritorno di varie forme di autoritarismo. Ovunque tendenza al predominio dell’economia sulle ragioni del diritto. Tutto questo è causa di gravi tensioni, tra Paesi diversi ed anche all’interno di molti Paesi. La conseguenza, o gli effetti di ciò, sono da un lato le guerre in atto e focolai pronti ad esplodere, dall’altro l’ incremento delle disuguaglianze sociali in un mondo in cui una parte cresce, e si arricchisce, mentre l’altra parte continua ad impoverirsi. L’ingiustizia sociale non fu mai così grande nella storia: l’1% dell’umanità possiede il 90% della ricchezza del mondo, 85 persone posseggono la ricchezza di 40 Paesi dove vivono 600milioni di persone. (Rif. Intervista a L. Boff). E’ un tempo nel quale si produce 1/3 in più di quanto è necessario per sfamare i 7 miliardi degli abitanti attuali del Pianeta. Vengono buttati via una quantità di alimenti in grado di sfamare 2 miliardi di persone. Abbiamo nel mondo 1 miliardo di affamati contro 1 miliardo di obesi. (Expo 2015 – Milano, P. Basso)
La Dichiarazione universale per i diritti umani recita nei primi due articoli:
art. 1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Art. 2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione …(…)
Questi enunciati, largamente disattesi, ci pongono di fronte al fenomeno dell’esodo di persone di molti Paesi. Guerre e persecuzioni; siccità e mancanza di terra per coltivare; mancanza di scuole, di servizi, acqua potabile; fame, povertà, nessuna prospettiva per sé, per la famiglia, per i figli. Questa è la causa che fa sì che siano sempre più numerose le persone che cadono nelle mani di trafficanti ai quali pagano, a caro prezzo, un viaggio verso l’Europa: il grande sogno. Numerose le connivenze dei trafficanti con quanti, per loro funzione, dovrebbero proteggere i cittadini del proprio Paese, creare lavoro, prospettive e opportunità per il futuro. Questo vuoto fa si che l’esodo delle persone sia sempre maggiore.
Dov’è la fratellanza della Dichiarazione menzionata?
Gruppo Corallo