Pace, Inclusione, Rispetto, Fratellanza: in India.

Giulia Uberti
12-12-2016
In un recente viaggio in India nello stato dell’Odisha e nel Gujarat, ho visitato dei progetti di cooperazione; sono rimasta colpita perché, nei canti di benvenuto, nei giochi dei bambini e nelle preghiere, una nota dominante emergeva : Pace, Inclusione, Rispetto, Fratellanza.
Avendo lavorato lunghi anni in cooperazione (tuttavia, non in India) tali aspetti non erano predominanti, non nei discorsi di benvenuto, non nel normale svolgimento del lavoro dei progetti; erano valori importanti, che si vivevano, ma raramente venivano menzionati apertamente. Come mai questo accento?
La società indiana è molto complessa, le Caste (clicca sull’immagine per ingrandire) sono una realtà che crea numerose difficoltà. L’apparente tranquillità delle persone copre purtroppo la pesante oppressione che vivono le Caste basse. Esse sono penalizzate per l’esclusione dei bambini dalla scuola e quelli che riescono a studiare incontrano in seguito problemi di lavoro, nonché difficoltà ad accedere ai Servizi. Il Governo ha instaurato un sistema di quote estese dal settore pubblico a quello privato. Volendo parlare di numeri possiamo dire che le quote hanno una ricaduta sulla vita di più del 70% degli indiani appartenenti ai livelli più bassi del sistema. I dalit (dal sanscrito, significa “schiacciato”, “ a pezzi”) sono chiamati anche intoccabili perché ritenuti contagiosi, non per la salute, ma per il Dharma collettivo e individuale inteso come l’insieme delle norme che sostengono l’armonia dell’Universo.
Dall’ultimo censimento indiano che risale al 2001, i Dalit risultavano essere 160 milioni, oltre il 16% della popolazione. I Dalit (o intoccabili) sono le persone destinate ai lavori più umili, una sorta di apartheid che pur non avendo riscontro nella Costituzione attuale, è stata tramandata per secoli e continua a colpire, oggi soprattutto i diseredati delle zone rurali. L’inclusione, il rispetto reciproco, la pace e la fratellanza sono quindi parte integrante dell’educazione dove gli studenti si trovano a vivere la diversità della loro provenienza religiosa e castale. La preghiera si ispira al pensiero di Gandhi, viene fatta al disopra di ogni specifica religione: indù, cattolici, protestanti: luterani e battisti, buddisti. Tutti sono chiamati al rispetto reciproco. Questa visione è condivisa dai Sick e dai Jainisti.
Gli impieghi agli ultimi della società è un argomento dibattuto. Nel 1990 ha generato molte tensioni quando, una legge destinava un maggior numero di lavori pubblici ai membri delle caste basse. La legge fu contestata dall’alta borghesia e dai nazionalisti indù. Le Caste alte risultano essere tre : i Brhamana ( o Bramini) che nascono dalla bocca di Brahama; i Kshatria( o guerrieri) che nascono dalle spalle di Brahama; i Vushya ( o commercianti ) che nascono dalle anche di Brahama. Queste 3 Caste superiori costituiscono circa il 16% della popolazione. Tutti gli altri sono considerati nella categoria delle Caste basse.
Associati al gruppo dei Dalit, nemmeno menzionati nella scala, sono gli Adivasi: sono gli aborigeni, abitanti in India prima dell’arrivo degli Ariani. Questi vivono la stessa oppressione e esclusione dei Daliti, non appartengono alle Caste ma sono generalmente associati alle Caste più in basso alla scala.

 

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