Popoli antichi e la difesa dell’ambiente

Laura Mazza
19 aprile 2016
Si sono svolti a La Esperanza, a 200 chilometri dalla capitale Tegucigalpa, in Honduras i funerali di Berta Càceres aveva compiuto da poco 45 anni. E’ stata uccisa nella notte tra il 2 e il 3 marzo2016.
Per la polizia si è trattato di una rapina finita male. Nella notte qualcuno è entrato nella sua casa, lei ha sentito e ha cercato di difendersi, ma le hanno spezzato un braccio e una gamba e poi le hanno sparato otto colpi di pistola.
Per i parenti di Berta e per gli attivisti honduregni si è trattato di un omicidio.
Berta Càceres si era occupata di difendere il territorio dei Lenca*, uno dei popoli più antichi del Centro America, minacciato dalla costruzione di una diga che avrebbe annullato il loro diritto all’acqua.
Berta Càceres è stata rappresentante per oltre vent’anni del Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras (Copinh) fondato a La Esperanza nel 1993 e raccoglie 200 comunità Lenca. E per questo Berta aveva ricevuto il Premio Goldman, un premio prestigioso per i temi ambientali. Questo movimento ha fermato speculazioni minerarie, contribuito alla nascita di aree forestali protette, vigilato sulle violazioni dei diritti umani e promosso processi di autonomia, istituendo scuole, radio comunitarie, centri medici, antiviolenza e di formazione professionale. Un movimento spesso minacciato dagli squadroni della morte al soldo delle imprese.
Per il progetto della costruzione di una diga da parte di una impresa honduregna DESA (Desarollo Energético Sociedad Anònima) era già stato ucciso nel 2013 un altro attivista Tomas Garcia durante una manifestazione del popolo Lenca. A seguito di questo omicidio la multinazionale cinese SinoHydro, inizialmente partner di DESA si ritirò dal contratto.
Berta Càceres conosceva bene a quali pericoli andava incontro, tanto che aveva mandato le sue quattro figlie in Argentina per motivi di sicurezza. Era stato proposto per lei dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (Cidh) l’adozione di misure cautelari. Doveva quindi ricevere protezioni speciali da parte del governo honduregno. In Honduras dal 2002 al 2014 111 militanti ambientalisti sono stati assassinati, secondo la relazione pubblicata nel 2014 dalla ong inglese Global Witness. Molti omicidi sono avvenuti soprattutto dopo il colpo di Stato del 2009, seguito dall’impennata dei mega-progetti idroelettrici e minerari approvati. Le sue parole e il suo pensiero sono significativamente espresse in questa frase “Dobbiamo intraprendere la lotta in tutte le parti del mondo, ovunque siamo, perché non abbiamo un pianeta di ricambio. Abbiamo solo questo e dobbiamo agire”.
Ma la prepotenza dei potenti si manifesta ancora nei confronti dei più deboli. La mattina del 15 marzo un altro attivista, Nelson Garcia, viene ucciso da due colpi di pistola in pieno viso per avere difeso e aiutato 150 famiglie indigene dall’esproprio del loro territorio a Rio Chiquito effettuato con le ruspe che hanno distrutto le baracche di legno e sono passate sopra gli orti dove coltivavano per il loro sostentamento banane, yuca, canne da zucchero. Chi osa ribellarsi o protesta contro i grandi proprietari terrieri sa che i loro sicari resteranno impuniti.

*I Lenca sono una popolazione indigena centro-americana discendente dai Maya che occupava in epoca precolombiana larga parte dell’Honduras centrale e meridionale; oggi ristretta alla sua sezione sud-occidentale e all’adiacente territorio del Salvador nord-orientale.
Il loro idioma (lingua lenca), che presenta alcune affinità con la lingua xinca, rientra probabilmente nel gruppo linguistico Chibcha.
I Lenca (circa 250 000 persone) rappresentano il gruppo indigeno più numeroso in Honduras. Insieme al resto della popolazione indigena vive in una condizione di estrema povertà e di oppressione culturale e politica. Il governo centrale non riconosce né lingua, né religione, né autonomia sulle terre ancestrali. Solitamente lavorano come braccianti agricoli nelle grandi piantagioni di caffè.

Per i manufatti Lenca vedi: galerianamu.com/blog/handmade-pottery
 Sito in lingua inglese


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.