Repubblica Centrafricana – Tra colpi di stato e guerra civile

Gruppo Corallo (a cura di Eraldo Rollando)
23-03-2017

La Repubblica Centrafricana è uno Stato dell’Africa Centrale, di circa 5 milioni di abitanti con capitale Bangui, senza sbocco al mare.
In passato fu una Colonia francese inglobata nell’Africa Equatoriale Francese. Ottenne l’indipendenza nel 1960. Sino al 1993 ebbe governi prevalentemente militari segnati da tre colpi di stato; uno di questi condotto dal colonnello Bokassa, resosi famoso nel mondo per essersi proclamato imperatore dell’Impero Centrafricano, nel 1976, col nome di Bokassa I. Nel 1993 si insediò un governo civile che durò sino al 2003. Il periodo fu costellato da tre rivolte civili e continui scontri politici, oltre a un tentativo di colpo di stato fallito e finito in un tremendo bagno di sangue , nel quale fu coinvolta anche la popolazione civile.
Un nuovo governo, dall’apparenza stabile ma afflitto da pesante corruzione, sottosviluppo, nepotismo e autoritarismo, prese il potere nel 2003 con un golpe militare. Questo diede luogo a due periodi di guerra civile (tra il 2004 e il 2007 e nel 2012-2013).
Il periodo 2012-2013 è stato caratterizzato da uno scontro tra Seleka, un gruppo armato di milizie islamiche ribelli, e forze definite pseudo-cristiane. Si ebbero 5 mila morti e oltre 1 milione di sfollati. Nel settembre 2014 l’ONU inviò un contingente militare che, però, non riuscì a fermare i massacri.
A novembre 2015 Papa Francesco si recò a Bangui, la capitale, per aprire la prima Porta Santa del Giubileo della Misericordia, con la speranza di portare riconciliazione fra cristiani e mussulmani.
Gli scontri, seppure con minore intensità, proseguirono.
Nel febbraio 2016 venne eletto alla presidenza del Paese Tuadera (ex primo ministro costretto alla fuga con la rivolta del 2013) con l’appoggio dei suoi ex rivali. Il suo motto è “perdono, riconciliazione, coesione sociale”.
A fine 2016, sebbene nella capitale regni una relativa calma, nel resto del paese si registrano continui scontri per il controllo delle strade, delle miniere aurifere e di diamanti nonché del controllo dell’area settentrionale, potenzialmente ricca di petrolio.
La Repubblica Centrafricana è sicuramente lo Stato più povero del mondo. Dei poco meno di 5 milioni di abitanti la metà ha urgentemente bisogno di aiuti per sopravvivere.
410mila sono ancora gli sfollati interni e circa 420mila i rifugiati nei Paesi vicini.
Finalmente la comunità internazionale ha iniziato a muoversi con aiuti umanitari e finanziari per tentare la ricostruzione di un Paese devastato da decenni di guerre civili e colpi di stato, con un grado di istruzione molto basso, non solo a livello generale ma anche dirigenziale.
Il 17 novembre 2016 a Bruxelles una conferenza dei Paesi donatori per il Centrafrica ha approvato uno stanziamento di 2,06 miliardi di euro per il periodo 2016-2020

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