Siamo un paese fortunato

Laura Mazza
22-7-2019
Mi sto convincendo che siamo davvero un Paese fortunato perché c’è qualcuno che sta migliorando una situazione di partenza poco favorevole.
Mi spiego meglio: il 4 marzo 2018 le elezioni ci hanno consegnato un nuovo governo e come per magia tutti i problemi aperti sono svaniti.
C’erano i terremotati, c’erano problemi con la scuola e l’università, problemi con un esagerato consumo di territorio e una sanità pubblica che viene smantellata poco alla volta, avevamo gravissimi problemi con l’inquinamento, un territorio non gestito preda di alluvioni e frane, l’arrivo di un gasdotto dall’Uzbekistan che non solo distrugge uliveti importanti e barriere coralline nel tratto di mare tra la Turchia e l’Italia, mette anche in sofferenza un’economia basata sul turismo;
per non parlare dei diritti civili di cui nessuno parla, e un parlamento in difficoltà che non discute ma vota.

Oggi è tutto molto diverso perché finalmente abbiamo capito che l’unico vero problema è l’arrivo dei migranti. Persone che ad ogni costo vogliono venire in Italia.
Ogni giorno i giornali e i telegiornali parlano quasi esclusivamente di questo, e il piccolo uomo con i giubbotti e la faccia truce pontifica sulla giustezza del suo operato e gli altri “governanti” lo seguono.
Brutta storia per la democrazia. Dai “social” o da normali interviste ogni giorno si parla di sicurezza, ma mai di lavoro e di strumenti per crearlo.
I nostri giovani che cercano lavoro all’estero sono tantissimi (si parla di 246mila negli ultimi 5 anni – ilSole24ore del 14 gennaio 19). Se ne vanno e forse non torneranno più.
La cosa proprio strana è che i flussi di immigrati sono invece nettamente diminuiti negli ultimi anni, però si mobilitano magistrati per condannare chi osserva la legge del mare e salva i naufraghi.
Quelli che ancora insistono per la rotta del Mediterraneo, arrivano perché fuggono da situazioni difficili nei loro Paesi.
Vengono arrestati in Libia in cambio di un versamento di 5 miliardi di dollari in aiuti pagati dall’Italia; ma i trafficanti di uomini e donne continuano la loro attività dopo avere torturato e segregato questa povera umanità.
Li caricano sui barconi destinati ad affondare, di fatto l’ultima probabilità che hanno per sopravvivere, e attraversano il mare.
E quelli che arrivano dalla tratta balcanica si trovano o davanti a muri, o davanti a forze di polizia locale che usano come dissuasione manganelli e bastoni.

A fronte di tutto ciò, la verità che non viene raccontata con chiarezza è che tra non molto non ci saranno più fondi per versare mensilmente le pensioni.
Se non c’è lavoro, e se il lavoro c’è ma è sottopagato o addirittura discontinuo, i contributi pensionistici o non vengono versati oppure sono molto bassi.
Non abbiamo più versamenti dai nostri giovani, che se ne sono andati, e non ci sono i contributi degli immigrati, quelli che trovavano lavori regolarmente retribuiti, come invece avveniva un tempo.
Altri giovani migranti (quelli che non arrivano con i barconi o via terra) vengono in Italia con permesso turistico in aereo e poi ci rimangono illegalmente quando i permessi sono scaduti ma vanno a rimpolpare le fila del lavoro nero.
Eppure ognuno di noi ha avuto bisogno di badanti, colf, muratori; non solo, ma questi “fantasmi” gestiscono anche le stalle, raccolgono la frutta, la verdura, e l’uva per fare i nostri migliori vini.
Sembra evidente che molti dei nostri imprenditori abbiano un vantaggio da questo stato di cose, perché pagano i lavoratori, non inquadrati in contratti reali, quanto vogliono e quando vogliono e non hanno vincoli legislativi.
Per contro appaiono spesso sui quotidiani (ilSole24ore 10 luglio 2019: l’AD di Fincantieri, Bono “ci servono 6mila lavoratori ma non li troviamo”; La7  l’11 luglio 2019 Domenico De Masi, sociologo, risponde a Giuseppe Bono, AD di Fincantieri: ‘Licenzi il suo capo del personale’ “Se ha bisogno di 7 mila persone tra due anni li prepari, formi i neoassunti”; la Repubblica – Genova, cronaca 12 luglio 2019, Bono: “mi mancano le persone non so dove trovarle”) che grosse imprese come Fincantieri tra un balletto di numeri che vanno da 6 persone per i cantieri di Sestri Levante ai 5/6mila tecnici nei prossimi 2-3 prossimi anni, come dichiarato da Bono, fanno pensare che ci sia qualcosa che non va.
Come mai nessuno si adatta a qualcosa anche di livello inferiore alle proprie capacità pur di avere un lavoro?

La realtà è diversa. Le opinioni dei Sindacati e quelle degli stessi lavoratori fanno intravvedere che queste grosse imprese, si parla anche di aziende del lusso come Bulgari, non hanno al loro interno un settore relativo alla formazione delle competenze necessarie per affrontare alcuni tipi di lavoro. La formazione ha un costo, e le aziende preferiscono scaricare sui lavoratori le loro stesse mancanze. I contratti rinnovati periodicamente vengono stipulati attraverso cooperative o agenzie, ma detti contratti non contemplano né un adeguato stipendio né garanzie sindacali riguardo a ferie e malattie, per non parlare di maternità.

Non è giusto fare apparire i nostri giovani come svogliati, e i migranti come incapaci. Così è troppo comodo.
Purtroppo questa è la globalizzazione, truppe di giovani in movimento, ma chi tira le fila di queste migrazioni non ha alcun interesse a organizzare modelli di lavoro e capacità d’impresa che tengano conto di un vero sviluppo con canoni differenti da quelli che furono, anche da un punto di vista ambientale.
Ci troviamo in una democrazia apparente che assomiglia di più a una oligarchia destinata ad impoverire sempre di più la cittadinanza non soltanto da un punto di vista economico ma soprattutto in relazione ai propri diritti.

3 pensieri su “Siamo un paese fortunato


  1. Se questa è la situazione cosa ci resta da fare?
    Trovare spazi all’interno del sistema dove si possano magari parzialmente risolvere alcuni problemi, e quindi confrontarsi con i partiti riformisti, o pensare ad una alternativa totale, che sinceramente mi sembra poco realistica, neanche in tempo medi?


  2. Molto chiaro . Come mai però la gente vota Lega? Dobbiamo arrenderci all’ignoranza, nel senso proprio di ignorare, o le cose non vengono dette chiaramente o non ci sono iniziative , da parte di una opposizione, che mettano bene in evidenza qual’e’ la realtà?


    1. Liliana

      in parte hai ragione
      in parte la gente, per ora, vota lega per disperazione
      passa da un partito all’altro, sperando che le cose cambino, come mostrano le elezioni degli ultimi tempi
      naturalmente poi l’ignoranza rende la gente più facilmente manipolabile

      ed i nostri politici non sono capaci di guadagnarsi la fiducia, specialmente se la gente si ferma ad osservare come il paese va da qualche decennio

      ciao
      Antonio

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