“Successi”……nascosti

Gabriella Carlon
13 ottobre 2017

Ci sono dei successi che l’Italia consegue ma che nessuno diffonde: restano nascosti.
Stiamo parlando della vendita di armi. Le licenze per esportazioni di armi sono in strabiliante crescita: 2,1 miliardi di euro nel 2014, 7,9 nel 2015, 14, 6 nel 2016. Un bel successo economico ignorato dai nostri media.
Importante è anche la destinazione delle armi: la maggior parte (circa il 63%) va a paesi extra UE e NATO. L’Arabia Saudita è tra i destinatari (427,5 milioni), nonostante capeggi una coalizione che è in guerra con lo Yemen, dove i bombardamenti hanno rivelato la presenza di bombe italiane.
Il Parlamento europeo, con una risoluzione del febbraio 2016, ha invitato l’Alta Rappresentante dell’Unione, Federica Mogherini, a promuovere un provvedimento di embargo sulle armi all’Arabia Saudita. Non se ne è fatto nulla.

La guerra è un business
La guerra è un business

In Yemen ci sono già stati 4600 morti civili, 3 milioni di sfollati e l’ONU ha dichiarato che si sta verificando nel paese una catastrofe umanitaria.
Il Parlamento italiano il 19 settembre scorso ha respinto a maggioranza le mozioni che proponevano la cessazione dell’invio di armi, approvando invece una mozione che autorizza l’Italia a fornire materiale bellico alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita, finché non ci sarà un embargo internazionale.
Ma le generose licenze per l’esportazione di armi saranno conformi alla legge 185 del 1990 che pone il divieto verso paesi in guerra o che conculcano i diritti umani?
Mentre da Cagliari partono i cargo di bombe per l’Arabia Saudita il Governo stanzia 3 milioni di euro per aiuti umanitari allo Yemen: come commentare?
E’ evidente perché questi clamorosi “successi” siano tenuti ben nascosti.

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