Condanna esemplare per un devastante disastro in Brasile

Risarcimento miliardario a carico di due multinazionali minerarie responsabili del crollo di una diga che ha causato vittime e gravissimi danni ambientali nel distretto brasiliano di Mariana

Adriana  F.
4-3-2024
Il tribunale federale brasiliano ha condannato la società mineraria Samarco Mineração S.A.a pagare 9,67 miliardi di dollari, riconoscendo la loro diretta responsabilitàdel disastro accaduto il 5 novembre 2015 nello stato di Minas Gerais.
Quel giorno, come forse qualcuno ricorda, nel distretto di Mariana è improvvisamente crollato il bacino di decantazione Fundão, che conteneva fanghi residuati della lavorazione del ferro della miniera  gestita dalla società Samarco, controllata dalla brasiliana Vale S.A. e l’anglo-australiana BHP,due tra le più importanti multinazionali minerarie al mondo.

Come spiega un articolo della fondazione ambientalista STAVA 1985,“La colata di fanghi tossici, di oltre 62 milioni di metri cubi, ha investito il villaggio di Bento Rodrigues, distruggendolo completamente e ha percorso oltre 660 chilometri lungo i fiumi Gualaxo del nord, Carmel e Rio Doce, fino a raggiungere l’oceano Atlantico dopo più di due settimane dal crollo. Lungo il percorso della colata di fango sono stati contaminati 15 chilometri quadrati di terreno ed è stata interrotta la fornitura di acqua potabile per 250.000 abitanti”.
Diverse persone rimasero uccise (17 i morti accertati e due i dispersi) e molte altre persero la casa e il lavoro[1]. Una devastazione di tale portata imponeva un cospicuo risarcimento, tanto che le stesse due multinazionali avevano iniziato a pagare parte dei danni. Ma la cifra complessiva sborsata (circa 7 miliardi) non è stata ritenuta sufficiente e il tribunale ha comminato la nuova multa in aggiunta di quanto già versato e ha decretato le due società “responsabili” del disastro ambientale
Trattandosi di un primo grado di giudizio, Vale S. A, e BHP potrebbero ricorrere in appello per cambiare il verdetto emesso in prima istanza Ma in qualsiasi modo vada a finire la causa, tale condanna esemplare è una buona notizia perché, diversamente da altri casi, si è riusciti a portare alla sbarra i responsabili di quanto accaduto e ad incriminarli.
Secondo STAVA1985, però, la sentenza del tribunale federale non è sufficiente perché “Fino a quando le multinazionali potranno calcolare costi e benefici delle tragedie da loro provocate, mettendo da parte quanto basta per ripagare eventuali danni, il capitalismo estrattivo non si fermerà. E continuerà seminare morte e distruzione”.

L’entità del risarcimento (e di altri prevedibili per una class action già avviata) indurrà in futuro i colossi minerari ad agire con maggiore prudenza? Difficile dirlo, ma c’è poco da sperare perché, a quanto riferisce Luca Pisapia in un recente articolo su Valori (clicca per leggere),  il crollo della diga a Mariana non fu un caso isolato di devastazione ambientale. Nello stato del Minas Gerais le dighe di scarto e detriti delle miniere sono oltre settecento e una trentina sono a rischio di rottura. Nel 2019 crollò una diga a Brumadinho, causando 270 morti e 12 milioni di metri cubi di fanghi tossici riversati nelle acque. “Contenevano sostanze come l’arsenico, il piombo o il mercurio, che restano in acqua per lunghi periodi e ammalano – e uccidono – diverse generazioni di persone, animali e piante”.
Per quel disastro Vale S. A. fu costretta a pagare sette miliardi di dollari alle famiglie delle vittime. Nel processo intentato per quell’incidente alcuni dirigenti della società furono condannati per omicidio colposo, essendo stato appurato che la multinazionale aveva dichiarato il falso nei documenti sulla sicurezza di quella diga.

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Note:

[1]   Immagini del disastro (clicca su ogni link per vedere li video)

https://www.youtube.com/watch?v=y5lvC5SKiqs

https://www.youtube.com/watch?v=Mc5hAsFHn5c

https://www.youtube.com/watch?v=1nI-tUvZBcQereoirter.it

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