Gabriella Carlon
22-06-2026
Mentre i nostri media sono concentrati sulle vicende dell’Occidente, al di fuori di esso si sta organizzando da anni un blocco di stati con diversa prospettiva. L’Occidente a guida statunitense ha ritenuto di poter continuare a dominare il mondo con politiche neocoloniali che, dopo il crollo dell’URSS, hanno fatto largo ricorso a interventi militari; in particolare dal 1999 l’Occidente si è impegnato in una serie di guerre (Serbia, Afghanistan, Iraq, Siria, Libia, Ucraina, Israele-Palestina, Libano, Iran).
In concomitanza con la crisi economica del 2008, alcuni paesi estranei all’area occidentale hanno creato un coordinamento: nel 2009 erano Brasile, Russia, India, Cina (BRIC), ai quali si aggiunse nel 2011 il Sudafrica (BRICS). L’intento era favorire lo sviluppo delle economie emergenti, quindi l’interlocutore era soprattutto il Sud globale. Con la crisi della globalizzazione neoliberale, negli anni 2023/24 si procede ad un allargamento del gruppo con l’adesione di Arabia Saudita, Egitto, Emirati arabi Uniti, Etiopia, Iran (BRICS PLUS). Nel 2025 aderisce l’Indonesia. Anche l’Argentina aveva aderito e sarebbe entrata al 1 gennaio 2024, ma con l’elezione di Milei ha ritirato la domanda. Viste le numerose richieste di adesione, il Coordinamento ha deciso di accogliere come Stati Partner alcuni paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America latina.
Accanto all’Occidente quale polo geopolitico dominante, si è costituito così un altro polo, sia pure meno strutturato che, nato come area del Sud emergente, oggi non può più considerarsi tale. Infatti rappresenta 4 miliardi di abitanti, il 41% del PIL globale calcolato in PPA (Parità di potere d’acquisto), il 37% del commercio globale, il 50% della capacità energetica. Detiene inoltre il primato nella produzione di terre rare. Per quanto concerne l’agricoltura, produce il 45% dei prodotti agricoli globali (42% di grano, 52% di riso, 46% di soia).(1)
Il Gruppo non è compatto: convivono orientamenti culturali e politici diversi, in quanto non si chiedono parametri definiti per l’adesione. Questo orientamento, dominato dal pragmatismo, potrebbe essere motivo di debolezza, ma forse anche di maggior coesione perché ammette universi diversificati che collaborano tra loro. (2) Non avremmo più un “universo” centralizzato sul modello occidentale, ma un “pluriverso” fatto di tante culture diverse e di sistemi politici ed economici differenti ma dialoganti su un piano di parità. Situati su un piano orizzontale e non più gerarchico, questi paesi possono più facilmente realizzare un vero dialogo e un proficuo confronto con reciproco vantaggio.
La Dichiarazione di Rio de Janeiro (3) è il documento conclusivo del XVII Vertice BRICS che si è tenuto il 6-7 luglio 2025. In esso si ribadisce l’impegno a rafforzare la cooperazione nell’ambito dei tre pilastri fondamentali: “politica e di sicurezza; economica e finanziaria; culturale e interpersonale, nonché a rafforzare il nostro partenariato strategico … attraverso la promozione della pace, di un ordine internazionale più rappresentativo e più giusto, di un sistema multilaterale rinvigorito e riformato, dello sviluppo sostenibile e della crescita inclusiva.” Si chiede quindi di migliorare la governance globale con la riforma del Consiglio di sicurezza e delle altre agenzie ONU; si auspica un sistema di disarmo e di controllo degli armamenti; si propone la collaborazione mondiale per sradicare la fame e la povertà, per fronteggiare il cambiamento climatico e per creare condizioni di parità nelle relazioni internazionali in un mondo multipolare.
Per ora l’attività più strutturata che si svolge tra i paesi membri è quella che fa capo alla Nuova Banca di Sviluppo (NDB). Creata nel 2015 ha la sede principale a Shanghai. Accanto ad essa è operativo un fondo di riserva per fronteggiare eventuali crisi finanziarie internazionali che potrebbero avere ripercussioni negative sui paesi BRICS. La NDB ha come obiettivo di sostenere progetti di sviluppo economico e sociale in tutti i paesi membri, in particolare nei paesi soffocati dal debito.
L’obiettivo di fondo è però l’uso di monete diverse dal dollaro per le transazioni internazionali.(4) Si sono quindi create delle piattaforme indipendenti per le transazioni finanziarie, onde sottrarsi all’egemonia del dollaro. A tale proposito va precisato che, nel mondo attuale, chi non si sottomette ai voleri di Washington viene estromesso dal Swift (Società interbancaria mondiale), per cui non può più fare o ricevere pagamenti internazionali attraverso questo canale. Per sottrarsi a questo giogo, la de-dollarizzazione è indubbiamente tra gli obiettivi della NDB, ovviamente non gradito all’Occidente, che non ha mai visto di buon occhio i BRICS, anzi. Ma forse qualcosa sta cambiando.
Nella strategia complessiva prevale la contrapposizione o la collaborazione rispetto all’Occidente? La Dichiarazione di Rio sopra citata è orientata alla collaborazione, tanto che il G20 viene riconosciuto come “principale forum globale per la cooperazione economica internazionale” (punto 64). Un segnale positivo viene da Emmanuel Macron (Presidente del G7 per il 2026), il quale ha sostenuto che, per arrestare l’attuale processo di frammentazione dell’ordine mondiale, bisogna evitare che il G7 operi come Gruppo anti-BRICS. Anche Narendra Modi (Presidente del BRICS+ per il 2026) ha auspicato un lavoro comune, partendo dalla Dichiarazione di Rio, per esempio su documenti ONU come l’Agenda 30 del 2015 e il Patto per il futuro del 2024. (5)
La visione del futuro del mondo delineata dai documenti BRICS è indubbiamente affascinante, capace di suscitare speranze soprattutto nei paesi del Sud globale, ricchi di energie giovanili. Su tali basi si opererebbe davvero una grande rivoluzione non violenta.
Possiamo augurarci che anche l’Unione europea, anziché vedere possibilità di sviluppo solo nell’industria delle armi e nella guerra, trovi validi canali di confronto e di scambio con i BRICS+ e inizi finalmente a orientarsi verso un nuovo assetto globale.
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Fonti
1) https://it.wikipedia.org/wiki/BRICS
Castagnaro-Ruzzenenti (a cura di) Dossier di Missione oggi, sett.-ott. 2025
https://www.med-or.org/news/il-summit-brics-di-rio-de-janeiro-2025
2) M. Fontefrancesco, Dossier di Missione oggi, sett.-ott. 2025
3)https://italiaeilmondo.com/wp-content/uploads/2025/07/250705-BRICS-Leaders-Declaration-EN-it.pdf
5)
BRICS-G7: verso una svolta? Il “ponte” collaborativo di Macron e l’interesse dell’Italia
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