Gaza, aperta “La Fenice”, una biblioteca come forma di resistenza

Un’iniziativa utile, ma anche simbolica, che testimonia la volontà di rinascita dopo le devastazioni attuate dall’esercito israeliano

Adriana F.
02-07-2026
Nel triste scenario di Gaza dopo tre anni di bombardamenti, la cultura resiste e c’è chi si dà da fare per offrire una ventata di “normalità” a una popolazione stremata da un lunghissimo assedio. Merito di due amici trentenni, Omar Hamad e Ibrahim Massri, che hanno deciso di realizzare un’iniziativa di forte impatto simbolico: raccogliere i libri dispersi tra le macerie e aprire una libreria. E’ nata così la Phoenix Library (Al-Ankaa, “la Fenice”), inaugurata il 21 aprile a Gaza City, che è la prima biblioteca aperta dall’inizio del conflitto. In questo modo i fondatori hanno trasformato un luogo devastato in un centro di sapere e di speranza. La fenice, infatti, è un uccello mitologico che aveva la particolare capacità di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Il termine è quindi simbolo universale di resurrezione, immortalità e resilienza; rappresenta la forza di rialzarsi dopo una sconfitta o un periodo difficile
Oltre ai testi salvati dalle macerie degli edifici distrutti e delle biblioteche private e universitarie, Omar e Ibrahim hanno potuto contare sui libri donati dai parenti di persone uccise durante la guerra, affinché servissero come una donazione in memoria dei loro cari. L’obiettivo era quello di offrire a un vasto pubblico (studenti universitari, ricercatori e sfollati) una buona gamma di testi.  A tale scopo è stata lanciata una campagna di raccolta di fondi online, che ha fruttato oltre 120mila dollari. La nuova struttura consentirà  di far rinascere la lettura, la scrittura e l’educazione musicale per colmare il vuoto educativo causato dalle distruzioni e aprire la speranza a un futuro di normalità.

La biblioteca ospita oggi più di 6.000 libri in arabo e inglese, che spaziano dalla scienza alle lingue ed esplorano gli studi di mass media, istruzione, management, economia, medicina, matematica, diritto e storia, oltre alla letteratura araba e internazionale, con un’attenzione particolare alla quella palestinese e alla storia di Gaza. Il luogo è diventato rapidamente un rifugio per i lettori accaniti in cerca di pace e tranquillità, nonché uno spazio di studio per gli studenti le cui biblioteche universitarie sono state distrutte.
Cominciano inoltre a riaprire anche i corsi musicali di Oud, (clicca per approfondire) le gallerie e i laboratori teatrali. Prima della guerra, ha spiegato il regista e produttore palestinese Jamal Abu Al-Qumsan, «il teatro a Gaza era vitale per l’espressione artistica e la consapevolezza della comunità, nonostante le risorse limitate e il blocco». L’immenso vuoto creato dall’assenza di un luogo in cui esprimersi e dialogare ha spinto numerose famiglie a cercare la normalità nei laboratori teatrali per far superare ai bambini i traumi vissuti. «Per loro – aggiunge il regista  – il teatro  è un mezzo per esprimere le emozioni e ritrovare il senso di sicurezza perduto durante la guerra».

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Note:
L’immagine di apertura mostra Il poeta e scrittore palestinese Omar Hamad che inaugura ufficialmente la Biblioteca della Fenice, la prima biblioteca a Gaza in mezzo alla distruzione.

Approfondimenti:
Terra santa.net
la Repubblica.it
TG24.sky.it

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