No alle detenzioni nei CPR!

Gruppo Corallo
11-05-2026

Si svolgeranno il prossimo 24 maggio le iniziative musicali di protesta contro i CPR, i Centri di Permanenza per il Rimpatrio creati in Italia.

A Milano l’appuntamento è alle 18 in piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione centrale. Il programma prevede diversi eventi organizzati da attivisti e musicisti per denunciare le pessime condizioni di detenzione che caratterizzano tali strutture.
Per quella giornata il movimento “Mai più lager – NO ai CPR” promuove concerti e performance, tra cui brani di musica classica in piazza a Milano, con musicisti provenienti da prestigiosi  teatri cittadini (inclusa la Scala), che tornano a suonare in luoghi simbolici,  come la Stazione Centrale del capoluogo lombardo, per denunciare gli orrori della detenzione amministrativa.                  (clicca per ingrandire)———>

Le iniziative, consultabili anche su Facebook, includono suoni, canti corali e musicisti particolari, come la Banda degli Ottoni a Scoppio, che partecipano per testimoniare solidarietà alle persone rinchiuse, come nel caso del CPR di via Corelli. Persone che a volte non sono internate per un reato commesso, ma per un documento mancante! Obiettivo della manifestazione è quello di mettere a nudo la vera funzione di tali strutture, definite non a caso “lager di Stato”, che rappresentano le attuali politiche migratorie securitarie e che andrebbero chiuse in modo definitivo.                                                                       

 

Questi eventi rivendicano il significato politico e di denuncia che la musica può assumere uscendo dai teatri e dai salotti e scendendo in piazza e nei pressi di questi lager di Stato. La certezza è che dove le parole non bastano per descrivere l’orrore dei CPR e della detenzione amministrativa, possono arrivare le note musicali, capaci di unire la collettività cittadina nella comune richiesta di chiudere al più presto tutti i CPR,  iniziando proprio da quello di Milano, e di abbandonare i progetti di altre strutture analoghe, sia in territorio italiano che in Albania.

Altre proteste per chiedere la chiusura definitiva di tutti i CPR sono previste davanti ai centri di detenzione di altre città italiane (clicca per le manifestazioni a Trento) o in luoghi simbolici di questa vergogna nazionale. Significativa la recente presa di posizione dell’arcivescovo di Trento, Monsignor Lauro Tisi, che ha richiamato ai principi di umanità e dignità nel dibattito sui CPR, facendo inviperire il questore Nicola Zupo, che condivide le posizioni della destra locale e che sulla presunta insicurezza della città ha dichiarato ai media: «Nessuno pensi che una segnalazione al 112 verrà trascurata, se un cittadino ha timore anche se non vede un reato, ma sta portando la spazzatura e vede stranieri di cui ha timore». Parole che l’Assemblea Antirazzista Trento ha definito «particolarmente gravi, poiché legittimano segnalazioni fondate su percezioni soggettive e potenzialmente discriminatorie, in contrasto con i principi costituzionali».

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