Terenzio Lomi
20-09-2026
Dall’Umanesimo al transumanesimo: settecento anni di storia umana che separano queste due correnti di pensiero caratterizzate da due diverse interpretazioni. Con l’umanesimo si metteva al centro dell’universo l’uomo e le sue capacità intellettive e culturali, nell’arte e nella scienza, senza rinnegare la fede religiosa che aveva caratterizzato tutta la cultura durante il medioevo. Il transumanesimo è l’attuale modus pensandi: termini come crioconservazione, nanotecnologie, biotecnologie, bioingegneria, Intelligenza Artificiale sono diventati ormai comuni ed attuali, aprendo spazi di dibattito e di riflessione con opinioni differenti su questa nuova e attuale tendenza di pensiero con cui l’uomo, attraverso la tecnologia e la scienza, potrebbe superare i suoi limiti biologici ed intellettivi. È iniziata un’era storica che determinerà un notevole progresso alle conoscenze umane in campo scientifico, medico ed interdisciplinare.
Grande importanza sta assumendo l’IA in quanto, come risaputo, pone grossi interrogativi su quelle che potrebbero essere le implicazioni etiche e morali derivanti dall’uso di questa nuova tecnologia: diverse e non sempre concordanti sono le opinioni su di essa.
Alcuni esperti e scienziati in materia affermano che l’applicazione in futuro dell’AI sarà un grande progresso per tutta l’umanità. Altri, di tutt’altro parere, allertano su un uso indiscriminato e incontrollato di questa tecnologia, sostenendo che ci potrebbero essere effetti negativi in ambito etico, morale e sociale, nonché in politica ed economia. Con la governamentalità algoritmica (1), che plasma processi cognitivi indotti ed elaborati dall’IA, c’è il timore che il genere umano non sia più in grado, in futuro, di elaborare un pensiero autonomo e libero, frutto di conoscenza e libero arbitrio, e che la stessa IA diventerà sostitutiva dei processi cognitivi degli utenti.
Gli altri, favorevoli, sostengono che non vi potrà essere nessun pericolo dall’applicazione dell’IA in quanto la stessa non è che l’elaborazione di algoritmi e dati immessi nella macchina (computer) dall’uomo senza nessun pericolo per le scelte, in quanto le stesse macchine, non potranno, a detta degli stessi scienziati, avere facoltà autonome di auto programmazione.
Il futuro per il genere umano è aperto, ed io penso che sia nostro compito programmarlo da uomini di coscienza, affermando e privilegiando scelte volte alla democrazia e alla giustizia sociale. Difficilmente, a mio modesto parere, riusciremo a umanizzare questa nuova tecnologia se non anteporremo principi morali ed etici alla sua applicazione, attraverso un controllo pubblico di questa grande potenzialità digitale, togliendola dal possesso di questi oligopoli big tech, anche attraverso nazionalizzazioni statali.
La coscienza umana è il prodotto di esperienze, cultura, relazioni sociali, religioni e ideologie che in ogni essere umano si formano fin dalla nascita ed evolvono e si arricchiscono e si consolidano con il passare degli anni e della storia e delle civiltà. Se ciò avvenisse, come presumibile, solo attraverso una macchina, sorgerebbe una domanda: ma chi controllerebbe la macchina? Quale sarebbe il limite fra il bene e il male per l’uomo?
Effettivamente la questione è complessa e penso che per ora nessuno abbia una soluzione certa su quello che potrà avvenire in futuro con l’applicazione di queste nuova tecnologia. In passato alcune scoperte, che l’impeto e l’euforia iniziale avevano presentato con grande enfasi, sono state in realtà svalutate, in particolar modo perché se usate senza controllo e discrimine, e hanno generato implicazioni negative. Gli esempi sono numerosi: dall’energia nucleare all’uso dell’energia fossile, alla massificazione del consumo di risorse naturali senza fare analisi e proiezioni sugli effetti postumi di tali invenzioni. Una cosa è certa, l’umanità in questo ultimo secolo ha fatto scoperte scientifiche importanti, che hanno risolto grandi problemi, specialmente in campo biomedico, ma non solo, e sono state utili a risolvere tante malattie di cui prima eravamo vittime.
Si parla di etica delle scoperte scientifiche; etica è l’elaborazione di un modo di vivere tramite scelte che una società evoluta fa per il proprio benessere e per quello altrui, per regolare nel modo migliore i processi del vivere insieme nel rispetto reciproco e di tutte le altre forme di vita.
È altresì certo che il progresso non si possa fermare poiché ogni invenzione è il prodotto di studio, intuizione e osservazione al fine di risolvere problemi o di migliorare la vita. Occorre comunque non dimenticare che progresso significa anche trovare il giusto equilibrio ed armonia tra le varie forme di vita e di natura con cui coabitiamo. E in molti casi occorrerebbe rinunciare alla visione antropocentrica che sta caratterizzando, ora come allora, il pensiero e l’agire dell’uomo.
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Note
(1) Governamentalita algoritmica: Concetto elaborato da M. Foucault e poi sviluppato dai ricercatori A.Rouvroy e T.Bern per descrivere una nuova forma di governo e gestione sociale basata sull’analisi dei dati raccolti attraverso le nuove tecnologie digitali tendenti ad influenzare scelte e comportamenti umani collettivi
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