11 mesi di guerra in Ucraina

Laura Mazza
13-02-2023

Undici mesi sono tanti.
Troppo tempo per gli Ucraini perché le famiglie sono state separate; perché sono morti bambini, anziani e gente che ha soltanto il torto di essere lì sui territori che la Russia rivuole per il suo Impero.
Abbiamo già considerato i bombardamenti nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, un luogo che mette paura, ma è preoccupante anche quello che nasconde il terreno agricolo continuamente bombardato e che a guerra finita, si spera presto, ricomincerà ad essere il granaio dell’Europa anche per i mangimi degli allevamenti intensivi  che imperversano in tutti i Paesi.
Ci vorranno molti anni per “ripulire” i terreni, basta pensare che di tanto in tanto anche in Italia si ritrovano bombe non esplose e altri attrezzi della Seconda Guerra Mondiale, ma quelle che rimarranno nel terreno ucraino non sono come furono le armi di quel tempo.
 
Di questa guerra cerco di non vedere le immagini che ci mandano i giornali e i telegiornali come un assillo morboso che debba essere solo visibile ma da lontano. Personalmente, non mi interessa di sapere chi ha “vinto” nel corso della giornata. Fin dall’inizio di questa sciagura non ho provato simpatia per Zelensky che vuole a tutti i costi essere costantemente in vista, però per dire la verità sarebbe bene ricordare quello che successe in quelle aree nel 2014.
All’inizio della guerra del Donbass nel 2014 contro i separatisti filorussi si costituì il Battaglione AZOV con appartenenza neonazista, e nel 2015 si creò un altro gruppo Guardia Nazionale Ucraina di estrema destra nazista.
La popolazione dell’Ucraina durante la seconda guerra mondiale si divise in due gruppi: parte degli ucraini collaborarono con la Germania nazista, mentre un altro gruppo fece parte dell’Armata Rossa.
Anni difficili, ma ancora oggi con tutta evidenza la Russia mostra di volere riprendersi i “suoi territori”.
Ma nell’anno 2014 i gruppi nazionalisti ucraini durante quella guerra seviziavano, uccidevano e bombardavano i “filorussi” del Donbass. [1]
Oggi sono ancora allo stesso punto, e può essere facile che questi atti potrebbero trasformarsi in una guerra civile nelle stesse aree dove vivono i russi in Ucraina, ma anche in altre aree.
Con l’innocenza di chi come noi si limita a prendere per buono quello che si vede  o che si racconta, non si ha mai potuto verificare che le questioni del 2014 fossero superate. Le pressioni sui “filorussi” sono rimaste tali e quali, ma la diplomazia di Washington ha deciso di armare gli uomini di Zelensky senza alcuna logica solo per creare uno smacco a Putin.
In aggiunta, gli U.S.A. come ben sappiamo, hanno un grande interesse dell’allargamento della NATO con evidente volontà di circondare la Russia di Putin. Ma Putin è  un personaggio molto difficile, e vuole fare lo Zar  per intimidire con la sua guerra tutto il resto del Mondo.
Ed è normale che l’allargamento della NATO alle porte dei Paesi russi o filorussi non può piacere a Putin.  Ma anche la guerra condotta da Putin utilizza il Gruppo Wagner, gruppi nazionalisti mercenari. [2]
E Zelensky voleva “entrare” presto in Europa proprio attraverso la NATO, ma questo non accadde. Fino al 24 febbraio 2022 pochi di noi Europei sapevano come stavano le pressioni dei russi e degli ucraini, solo alcuni appartenenti alle questioni internazionali sapevano che la Russia non avrebbe avuto ancora la pazienza per quella diplomazia delle aree così delicate gestite dalla NATO. Da quel giorno, 24 febbraio 2022, ci fu un continuo processo coinvolgente per raggiungere il supporto militare dell’Europa, e così fu!
Certo è che nel conflitto U.S.A./ Russia purtroppo ci siamo anche noi europei e siamo in corsa per fornire armi sempre più sofisticate all’Ucraina senza capire che l’invio delle armi significa essere in guerra. Non per niente Putin ha già messo l’Europa in ginocchio interrompendo la distribuzione del gas che prima di questa guerra era acquistato in Russia,
dal 30 settembre 2022 il gas della Russia per l’Italia non è più passato dal Passo del Tarvisio. [3]
Trovare altro gas non è semplice, e Putin osserva come l’Europa cerca di cavarsi dal guaio. Tutti noi siamo legati al gas: nei caloriferi per fare fronte all’inverno, ma anche per preparare il cibo, ma anche le serre, i trasporti, gli usi per i soccorsi e per le attività sanitarie.
I costi del gas sono arrivati alle stelle anche per speculazioni quotate in borsa. L’Europa è in totale inflazione che non si rimarginerà facilmente visto che anche le industrie multinazionali se ne vanno lasciando moltissime persone senza lavoro abbandonando molte famiglie in situazioni molte precarie.
Gli U.S.A. al momento non si trovano in sofferenza economica ma non potrà durare ancora a lungo.
Infatti la Cina strizza l’occhio alla Russia senza intervenire e aspetta soltanto di potere sopraffare non solo l’Europa poco interessante, perché l’obiettivo sarà proprio l’America.
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Note: clicca sui titoli per approfondire

[1] Micromega – La guerra in Ucraina e i “nazisti bravi” del battaglione Azov   

[2] Lifegate.it – Gruppo Wagner, chi sono i mercenari russi che combattono in Ucraina

[3] La Repubblica – Gas, la Russia azzera le forniture all’Italia. Tutti i rischi per il …

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