A proposito del Tricolore

Gli italiani cantano facilmente l’inno nazionale (la prima strofa), ma è esposta sempre meno dai privati, che sembrano avere reticenza a metterla in mostra, la bandiera: paura della retorica del passato?


Eraldo Rollando
02-06-2021
Oggi è il 2 giugno, la signora cinese che abita nel palazzo di fronte al mio, questa mattina non ha esposto la sua biancheria del letto a prendere aria, come fa ogni giorno. Forse, non voleva violare i tricolori che si aspettava di vedere ai balconi delle case vicine.
Credo sia rimasta delusa, visto che, contrariamente agli anni precedenti, non ne è stato esposto nemmeno uno. Non erano molti neanche in passato … 4/5, ma bastavano quei pochi a ricordare una ricorrenza così importante.
Oggi, timidamente ho esposto la mia bandiera, con un po’ di ritrosia; mi frullava un certo timore di essere visto come un alieno, o un novello rivoluzionario.
Dopo qualche minuto mi volto a guardarla: era arrotolata sulla ringhiera del balcone, non voleva sventolare; forse anche lei si vergognava di questa solitudine. La delusione per lo scarso entusiasmo per una ricorrenza che considero importante mi ha fatto tornare alla mente anche un’altra manifestazione di disinteresse per la storia nazionale.

 

Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi

 

Fino a qualche anno fa perfino i nostri calciatori, negli incontri internazionali, apparivano dei muti partecipi all’esecuzione dell’inno nazionale; oggi va molto meglio, grazie alla tenacia di un grande Presidente della Repubblica: Carlo Azeglio Ciampi (1).

 

 

 

 

 

Non ho mai visitato gli Stati Uniti e l’Inghilterra, più volte sono stato in Francia: tre Stati amanti della Democrazia e della Libertà; nonostante le molte differenze, li accomuna una capacità: quella di sapere esporre il proprio simbolo di unità, la bandiera della Nazione. Un vessillo esposto nei luoghi pubblici come in molti luoghi privati, sempre in ordine, quasi mai sbiadito o sfilacciato. Tre Paesi in cui il vincolo di appartenenza è solidamente radicato nelle rispettive comunità e rappresentato dalla bandiera nazionale.
L’amore per il Tricolore non sembra avere seguito la stessa sorte tra i nostri conterranei. Al di là dell’esposizione negli edifici pubblici, regolata dal “Protocollo di Stato”, ho l’impressione che i nostri cittadini amino la bandiera solo a parole e che facciano fatica a identificarcisi.

Che dire? Dobbiamo pensare che avesse ragione il Guicciardini (2) quando diceva “o Franza o Spagna purché se magna”? Spero proprio di no, confortato dal ricordo che durante il primo lockdown sono state centinaia, almeno a Milano, le bandiere tricolori esposte sui balconi in segno di condivisione e di solidarietà per il dramma comune.

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Note
(1) Carlo Azeglio Ciampi, livornese, è stato un economista, banchiere e politico italiano, 10º presidente della Repubblica Italiana dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006.
(2) Guicciardini, fiorentino del XV-XVI secolo, è stato uno storico, scrittore, letterato e politico. La frase “o Franza o Spagna purché se magna” è attribuita alla sua immaginazione, sebbene esistano dubbi sulla reale origine.

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