La lotta alle droghe

Terenzio Lomi
20-02-2026

Fra le tante guerre a cui  l’umanità sta assistendo in questo periodo storico ve ne è una che coinvolge la maggior parte delle nazioni  mondiali senza  ne vinti né vincitori: è la guerra contro l’uso e il traffico di sostanze stupefacenti. Dal rapporto UNODC (Ufficio ONU per le droghe ed il crimine) nonché dai rapporti OMS (ORGANIZZAZIONE MONDIALE della Sanità) e del Word Drug Report, le persone coinvolte e dedite all’uso di droghe sono circa 300 milioni in tutto il mondo e ogni anno circa 500.000 (dati 2024) perdono la vita per l’uso delle stesse o in conseguenza del traffico criminale di queste sostanze.
Dati allarmanti che evidenziano un grave e pressante problema sociale che coinvolge quasi tutte le nazioni del mondo. Fra i paesi più esposti vi sono gli USA, l’Europa, il Canada, l’Iran , il Sudamerica (Messico, Brasile, Colombia, Ecuador, Argentina), l’Afghanistan , la Thailandia, la Birmania, il Laos e il Vietnam.
Analizzando in dettaglio i dati, si evidenzia che questo problema viene affrontato dai vari paesi coinvolti in modo diverso, benché l’ONU, attraverso le istituzioni sopra citate, cerchi di coordinare l’intervento di lotta alla diffusione del consumo di droghe e al narcotraffico in modo coeso ed incisivo nei i vari paesi, purtroppo il problema non è di facile gestione e soluzione poiché coinvolge governi e regimi di identità e ideologie politiche diverse, che non sempre hanno un approccio al problema poco efficace nel contrastare il fenomeno.
Per le organizzazioni che vi sono dedite questo traffico criminale genera enormi profitti, molti dei quali vengono reimpiegati  in attività legali. In questo modo creano una concorrenza sleale, avendo le stesse possibilità di ottenere capitali e finanziamenti, provocano  un’alterazione del mercato e dell’economia, oltre ai danni rispetto ai rapporti  di coesistenza sociale da essi causati fomentando la corruzione e la criminalità.
Un ulteriore  problema conseguente al consumo di droghe è di carattere sanitario, perché un uso indiscriminato e continuato di tali sostanze induce diverse patologie sanitarie nei consumatori, con epiloghi spesso letali per gli stessi.
Un altro aspetto rilevante è che per arginare questo fenomeno le  nazioni stanno adottando metodi diversi: dalla legalizzazione del consumo di marijuana e cannabis  (droghe leggere) sia per uso terapeutico che per uso ricreativo come avviene in  Canada. Negli USA è ammesso solo un uso terapeutico, ma la legge varia da Stato a Stato. Infatti in California e in Colorado il consumo di cannabis è permesso sia per uso terapeutico che ricreativo. Non fa eccezione l’Europa  dove il consumo è libero in alcuni stati (Olanda, Svizzera, Svezia), mentre in Italia, Spagna, e Grecia è consentito solo per uso terapeutico. Molto restrittivo risulta invece il consumo di droghe in quasi tutti i paesi Africani ad eccezione del Sudafrica. Un deciso divieto permane  anche in Russia ,Turchia, Cina, Afghanistan, Iran, Laos, Thailandia, Vietnam, Indonesia, India e nei paesi islamici. Nonostante ciò, le droghe vengono consumate anche in questi paesi in modo clandestino, violando spesso le leggi molto restrittive che ne determinano il consumo e lo spaccio.
Interessante è apprendere che alcuni dei maggiori produttori di sostanze stupefacenti (Afghanistan, Iran, Pakistan, Thailandia, India) abbiano leggi severissime per contrastarne l’uso, ma di fatto ne siano anche forti consumatori (Iran, Pakistan, India).
Diverso è il discorso riguardante il consumo di droghe pesanti, quali cocaina, eroina, crack, metamfetamine, Fentanyl, rispetto a cui vige in  tutte le nazioni un  divieto assoluto di consumo, anche se viene clandestinamente violato.

Questo enorme problema che affligge l’umanità  andrebbe affrontato in modo  scientifico e pragmatico, scevro da qualunque ideologia politica o religiosa, avendo come obiettivo la salvaguardia di vite umane e allo scopo di arginare, per quanto possibile, l’ecatombe a cui ogni anno l’umanità assiste con malcelata assuefazione. Il tema è stato dibattuto il 26 giugno scorso, durante la giornata mondiale contro l’uso di droghe e il narcotraffico, ricorrenza istituita dal ONU con la  risoluzione n. 47/112 del 07/12/1987.Quest’anno all’evento ha partecipato Papa Leone XIV. Nel suo intervento,  il Santo Padre ha ribadito l’importanza del problema suggerendo che lo stesso deve essere affrontato con la massima collegialità e tempestività dalle Istituzioni politiche internazionali attraverso la sensibilizzazione dei cittadini di tutto il mondo al fine di promuovere una lotta comune per affrontare efficacemente questo problema che affligge quasi tutte le nazioni del pianeta.

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