Tratta degli schiavi africani: per l’Onu è stato“il crimine più grave contro l’umanità”

Adriana F.
24-05-2026
La risoluzione dell’Assemblea Generale del 25 marzo scorso, sollecitata dal Ghana con il sostegno dell’Unione Africana, riconosce il forte impatto della schiavitù transatlantica, durata oltre quattro secoli, e la definisce “il crimine più grave contro l’umanità” messo in atto nel corso della storia. Nel testo se ne riconosce il forte impatto su milioni di africani deportati e sulle loro  famiglie e la discriminazione razziale persistente di cui sono stati vittime. Il documento enfatizza le dimensioni del fenomeno, la brutalità dei metodi adottati e, come sottolinea PeaceLink  ( clicca), le conseguenze sistemiche, inclusi regimi razzializzati di lavoro e capitale, che strutturano ancora oggi le società.
Sul tema si è espresso anche António Guterres, segretario generale ONU, che ha definito la schiavitù un “affronto ai principi della Carta ONU”.
La risoluzione chiede anche forme di “giustizia riparatoria”, quali la restituzione gratuita di beni culturali africani (opere d’arte, documenti) e altre iniziative che affrontino le ingiustizie storiche e promuovano dignità e uguaglianza. Tali auspici non hanno forza legale vincolante, ma rappresentano una presa di posizione politica in vista di prossime aperture a discutere su possibili riparazioni, come sostenuto dal presidente del Ghana John Dramani Mahama.
La proposta dell’Assemblea Generale ha ottenuto 123 voti a favore, 52 astensioni – tra cui Regno Unito e tutti i membri UE – e 3 voti contrari (Argentina, Israele e USA).In proposito l’ambasciatore statunitense Dan Negrea ha dichiarato: “Gli Stati Uniti non riconoscono il diritto a risarcimenti per torti storici che non erano illegali in base al diritto internazionale dell’epoca”.Vero. Ma considerando i molti miliardi spesi dagli USA in armamenti sempre più distruttivi, viene da chiedersi se non si potrebbe detrarne una  parte per riparare alle mostruosità commesse in passato. Rispetto ai crimini contro l’umanità non si può dire che “a quei tempi si usava fare così”. Gli eredi di chi ha tratto benefici dal commercio di esseri umani dovrebbero chiedere scusa per il comportamento dei loro antenati e aderire a una politica di riparazioni, ciascuno in base alle proprie possibilità.
______________________________________________________________________________________
Pe ulteriori approfondimenti:

1 -Internazionale.it (clicca)

2– ISPI (clicca)

______________________________________________________________________________________
Disclaimer e note legali  (clicca per leggere – puoi rivendicare diritti di proprietà su riferimenti e immagini)
_______________________________________________________________________________________

 

Mondo