Terenzio Lomi
19-01-2026
In questi giorni, il Giulio Cesare del ventunesimo secolo (cioè Donald Trump) in una mano tiene l’ulivo, nell’altra il fucile. E con motivazioni diverse cerca di coprire i suoi appetiti bellicosi attraverso giustificazioni politicamente encomiabili e nobili, apparentemente condivisibili: combattere il traffico di droga (in Venezuela), debellare il terrorismo (in Nigeria). Ma a uno sguardo più attento si nota che entrambe le nazioni prese di mira dispongono di ricchi giacimenti petroliferi. Ancora una volta l’appetito famelico dell’opulenta economia USA mostra di non essere è mai sazia e attraverso la politica del suo Tycoon cerca di appagarlo inventando di sana pianta dei “casus belliˮ alquanto improbabili. Evidentemente l’economia a stelle e strisce deve avere qualche sottaciuto problema. Infatti negli ultimi dati economici rilevati si evidenzia sì un incremento di 4,3% del Pil statunitense, ma questo non va a beneficio della middle class, né delle classi più povere, che in questo frangente temporale devono districarsi tra salari bassi e inflazione alta, che determinano una povertà abbastanza diffusa. L’aumento del PIL, al contrario, risulta rimpinguare i già grassi utili delle multinazionali e, di conseguenza, i dividendi da distribuire agli azionisti.
Analizzando in particolare il quadro economico mondiale, si nota chiaramente che nei paesi in cui vige l’attuale economia di mercato (comprendendo la Cina, in cui vivono circa due miliardi e ottocentomila persone) non è garantito un tenore di vita accettabile per la maggior parte della popolazione. È vero che per molti individui è aumentato il livello di benessere, ma è anche vero che per mantenerlo nel tempo occorre indebitarsi. Infatti sta sempre più aumentando anche l’indebitamento globale delle nazioni e dei privati: il totale ammonta, infatti, a oltre 338.000 miliardi di dollari, cioè quasi 4 volte il Pil mondiale annuale.
Si assiste, insomma, al diffondersi di un’illusione collettiva che fa sperare nelle “magnifiche sorti e progressive”, per dirlo con un’espressione leopardiana, ovvero in un futuro sempre migliore, sebbene di natura indeterminata, con cui si potrà ripagare l’enorme entità dei debiti contratti. Ed è questo il motivo, a mio parere, dell’aumento della possibilità di nuovi conflitti e tensione sociali. La mistificazione è diventata linea e strategia politica. Ma questo non è solo un fenomeno moderno. Ieri si parlava di “panem et circenses”, cibo e divertimenti. Oggi, chissà, forse il processo sarà favorito anche grazie all’aiuto dell’Intelligenza Artificiale.
Per uscire da questo vicolo cieco in cui l’umanità si è cacciata le soluzioni ci sarebbero: ridefinizione dei rapporti umani, cooperazione, condivisione, uso più saggio delle risorse naturali, salvaguardia dell’ambiente per la sopravvivenza dell’umanità.
Ma il sistema attuale sembra sempre più orientato in tutt’altra direzione.
(si suggerisce di guardare il video fino alla fine – circa 3 minuti)
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Note
Il video a fine articolo è tratto da YouTube
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