Disarmo nucleare (3)

Gabriella Carlon
17 settembre 2017
Il 20 settembre si apre alla firma di approvazione il Trattato sul divieto di armi nucleari, in occasione della 72a Sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU: entrerà in vigore tre mesi dopo la cinquantesima firma di ratifica.
Il Trattato stabilisce la messa al bando delle armi nucleari: non si possono sviluppare, testare, produrre, acquisire, possedere e nemmeno trasferire o ricevere in trasferimento; inoltre è esplicito il divieto all’impiego delle testate nonché alla minaccia d’uso; non sono ammissibili eccezioni.
Pertanto all’elenco delle armi messe al bando dal diritto internazionale come armi di distruzione di massa, pericolose per lintera umanità, si aggiungono ora anche le armi nucleari. L’art. 4 del Trattato stabilisce le modalità con cui procedere all’eliminazione totale di tali armi.
Il Trattato è stato approvato, a conclusione della 2a sessione di lavoro, il 7 luglio 2017 con 122 voti a favore, 1 contrario, 1 astenuto. Non hanno partecipato alla sessione di lavoro i paesi che possiedono armi nucleari (USA, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan, Corea del Nord) a cui si sono associati i Paesi aderenti alla NATO, ad eccezione dei Paesi Bassi che hanno votato contro.
L’Unione Europea, nonostante la mozione del Parlamento europeo che caldeggiava l’approvazione del Trattato, si è presentata in ordine sparso: solo Austria,Irlanda e Svezia sono decisamente a favore.
L’Italia non ha partecipato ai lavori, confermando che il voto favorevole del 23 dicembre 2016 è stato un errore materiale.
I Paesi possessori o detentori sul proprio territorio di armi nucleari giustificano la loro posizione con due tipi di argomenti: – che il presente Trattato potrebbe indebolire il TNP (Trattato di Non Proliferazione) che porterebbe all’abolizione graduale dell’arsenale nucleare; – che le verifiche esterne previste dal presente Trattato per controllare l’attività degli Stati in proposito sono meno stringenti di quelle previste dal TNP.
Lo stesso giorno della votazione (7 luglio) con una dichiarazione congiunta USA, Regno Unito e Francia hanno sostenuto la necessità di continuare a ricorrere al principio di “deterrenza” che deriva dalla guerra fredda, visti i comportamenti attuali della Corea del Nord.

N.B. Il Trattato è tradotto in italiano da Senzatomica e Rete Disarmo.

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