Tempo di 8 per mille

Gabriella Carlon
31-05-2017
La nostra Costituzione garantisce libertà di religione, ma perché i musulmani non possono, di fatto, avere le loro moschee? Questione di sicurezza, si risponde. Ma se il culto, anziché essere praticato in luoghi catacombali, sarà praticato in una moschea alla luce del sole, non sarà garantita maggiore legalità? Difficile capire le vere motivazioni del divieto.
Ma qualche spiraglio si apre.
Tutti abbiamo visto, compilando la Dichiarazione dei redditi con annessa scelta della destinazione dell’8 per mille, che le caselle dei gruppi religiosi sono ben dodici! Segno della presenza multi religiosa in Italia.
Salta agli occhi l’assenza dei musulmani che, stando alle stime, sarebbero 1,6 milioni di fedeli potenziali. La motivazione giuridica è che non esiste nessuna Intesa con lo Stato italiano: la comunità musulmana è costituita da molti gruppi frammentati e spesso in disaccordo tra loro sia per motivi dottrinari sia per ragioni geografiche di provenienza. Questo Islam plurale sta però facendo qualche passo avanti. Nel febbraio scorso nove gruppi hanno firmato un patto con il Ministero dell’Interno: sono stati trovati punti d’incontro rilevanti, quali la condanna del fondamentalismo e la possibilità di controllare la trasparenza dei finanziamenti alle moschee. Si sono intanto definiti gli interlocutori e si intravvede una possibilità di riconoscimento giuridico. Chissà che in tempi brevi si possa arrivare alla firma di un’Intesa.

 

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